TITOLO
Come stare al mondo?
AUTORE / INTERPRETE
di e con Giacomo De Luca
STATO ATTUALE
Primo Studio (work in progress) creazione inedita che non ha ancora debuttato
TEMPO DI RICERCA
da gennaio 2024 - attualmente in corso
PERIODO DI CREAZIONE
settembre 2024 - attualmente in corso
PERIODO IDEALE DEL DEBUTTO
2026
DIPARTIMENTO
transdisciplinare
AMBITI
danza contemporanea, teatro fisico, performance, installazione d’arte
DURATA
45’ variabile, atto unico
FORMATO
site-specific per teatro, palcoscenici, museo e o all’aperto, allestimento teatrale (tappeto, fondale, ring luci)
CREDITI
Ideazione, Regia, Drammaturgia, Installazione, Coreografia di e con Giacomo De Luca
in collaborazione con Visionary Artists For Change:
Elena Molon Tutor, Consulenza artistica
Floriana Conte Consulenza scientifica storico-artistica per l’arte moderna e contemporanea
Francesco Cocco Consulenza alla drammaturgia
Eugen Bonta Video e Fotografia
Giovanni Dinello Composizione sonoro dei gusci
Tutoraggio drammaturgico di Enrico Pitozzi e sulla spazializzazione acustica di Giulia Vismara, nell'ambito di Nuove Traiettorie - azione del Network Anticorpi XL
MUSICA
Georges Bizet, Henryk Górecki, Gavin Bryars, Brian Eno, Renè Aubry, David Lynch.
PARTNERS
Con il supporto di TRAC Teatri di Residenza Artistica Contemporanea – Centro di residenza pugliese, Principio Attivo Teatro - Manifatture Knos - Centro Culturale di Lecce, Crest - Auditorium TatA’ di Taranto.
Progetto sviluppato nell'ambito di Nuove Traiettorie 2024/25 azione del Network Anticorpi XL in Residenze presso L'arboreto - Teatro Dimora di Mondaino, Fondazione Armunia, Ass. Vera Stasi.
Con il supporto amministrativo di AiEP - Ariella Vidach
Con il supporto di comunicazione, promozione di Theatron 2.0
RESIDENZE TRASCORSE
2 - 8 sett 2024 a Crest - Auditorium TatÀ, Taranto, IT;
17 - 24 sett 2024 a Principio Attivo Teatro - Lecce, IT;
4 - 11 novembre 2024 a L'arboreto - Mondaino - IT;
RESIDENZE IN PROGRAMMA
24 - 28 febbraio 2024 (5 giorni) da Armunia, Castiglioncello, IT
N’ GIORNATE DI PRODUZIONE PREVISTE
90 giorni, 3 mesi
N’ GIORNATE DI RESIDENZE TRASCORSE
27 giorni
N’ GIORNATE DI RESIDENZE RESTANTI
63 giorni
IL PROGETTO
Come stare al mondo? è uno spettacolo transdisciplinare, site-specific. Ideato come un happening, si sviluppa in una trilogia di formati: Danza-Performance, Installazione d’arte, Oggetti e Biblio-fotografia.
Include opere: concluse, in progress e in cantiere.
– Performance, pilastro portante del progetto, di 50’ (esperienziale e interattiva) è composta da 2 soli/variazioni coreografiche (di 15’ e 20’) di danza contemporanea - teatro fisico; oltre una serie di soli-azioni sperimentali di performing arts (di 3’, 15’, o 50’ fino a un tot di ore variabili). Eseguite dall’artista singolarmente, o anche in collettivo con: performer, danzatori/trici, attori/trici e pubblico.
– Installazione d’arte e scenografica (transitoria e interattiva) in esposizione temporanea;
– Oggetti e opere scultoree in esposizione temporanea;
– Installazione di videoarte (audiovisiva) su schermo tv/proiezione in esposizione temporanea;
– Installazione sonora (musica acusmatica) diffusa con un impianto audio, in esposizione temporanea.
– Pubblicazione biblico-fotografica, composta da: testo di sala, catalogo fotografico, diario delle residenze (articoli online pubblicati su riviste), in formato cartaceo e eco-friendly, fruibile nella lingua Italiana, Englese e Braille, in esposizione temporanea e su richiesta, sia online che in loco pre-post-spettacolo.
TEMA E RICERCA
La ricerca indaga la sensorialità e la fisiologia, dall’origine alla trasformazione del movimento umano-animale, nella relazione con la materia e l’ambiente circostante. Al centro di tutto, c’è il potere cosmico dell’Uovo: archetipo universale, riflesso sociale, entità fragile ma resiliente, fulcro del concetto de Il Corpo Sensoriale dell’artista: simbolo di rinascita per una più consapevole umanità. Il progetto apre una riflessione critica sulle dinamiche consumistiche e sullo sfruttamento intensivo delle risorse naturali, promuovendo il riciclo, la rigenerazione e un approccio più sostenibile. Materiali di scarto, come gusci d’uovo e uova commestibili, vengono trasformati in risorse artistiche attraverso un meticoloso processo di purificazione della materia. Impiegati sia nella realizzazione installativa che nella performance, ispirando e producendo una nuova economia del movimento. Sottolineando l’urgenza di adottare pratiche rispettose, a partire dal corpo, per garantire la sopravvivenza del pianeta e nel pianeta.
SINOSSI
In uno scenario surreale dove materia, danza e suono confluiscono in un unico respiro, l’evanescenza di un suolo esanime, cosparso di frammenti di gusci d’uovo, si rivela dispositivo sensoriale e presenza con cui relazionarsi. Sfidando i confini tra mente e corpo, e lasciandosi guidare dalla propria urgenza interiore, l’interprete lascia tracce di sé nell'esplorazione estemporanea del proprio flusso vitale. Interrogandosi sul Come stare al mondo?, l’artista mira a schiudersi da ogni sovrastruttura e a trovare un luogo elevato e protetto nella società contemporanea che pare sempre sull'orlo di un’imminente collasso. Nel tentativo di raggiungere con veridicità profonde connessioni percettive, riesamina la sua identità attraverso il simbolismo e il potere cosmico dell'uovo come entità rigenerativa nei principi di genesi, trasformazione, distruzione e rinascita. Conducendo il pubblico in un percorso onirico verso inesplorate dimensioni immaginifiche per scoprire modi alternativi di esistere.
SOMMARIO MATERIALE INSTALLATIVO e PRE-PRATICA
Il materiale installativo utilizzato, di riciclo, deriva da una raccolta su larga scala di gusci d’uovo di gallina. Iniziata a gennaio 2024 dall’artista per questo specifico progetto, in collaborazione con la comunità di Lecce, Milano e delle città in cui si svolgono residenze e laboratori. Ogni guscio, risorsa essenziale, attraversa un processo meticoloso e di purificazione, che manualmente prevede un’estrema attenzione, in 7 fasi: raccolta, lavaggio, disinfezione, deposizione, essiccazione, purificazione e conservazione (ancora in corso nel 2025). Questo approccio, come rituale meditativo, sotto forma di laboratorio esperienziale, favorisce il dialogo tra corpo e materia, contribuendo alla continua rigenerazione del materiale di scarto, re-destinato all’installazione presente e alle altre opere in sviluppo. L’uovo, simbolo di rinascita, incarna la dicotomia tra nascita e morte, creazione e distruzione. Le fasi laboratoriali esplorano la struttura del guscio, la sua composizione e architettura, il rispetto e la cura per la materia, configurandosi come una pre-pratica propedeutica allo spettacolo. Questo lungo percorso, prepara il performer all’atto stesso del performare, sviluppando un’unica attitudine, all’essere, al valore del tempo e alla capacità di concedersi all’altro nel qui e ora. Si indaga la sinestesia e il contatto, con uno scarto alimentare che, rigenerato, si trasforma in una risorsa significativa e fonte di ispirazione.
MEZZI / SPECIFICHE
1 composizione installativa di gusci d’uovo disposti al suolo, 1 uovo sodo appeso a un filo di nylon, 6 microfoni a contatto con il suolo, 1 impianto audio, 1 microfono a filo, 1 videoproiettore, 1 tv, 1 fischietto ad acqua in ceramica.
SPECIFICHE SITE-SPECIFIC DELL'INSTALLAZIONE POST–PERFORMANCE
Se pianificata in anticipo, l'installazione audiovisiva su schermo tv, può rimanere in esposizione anche dopo il termine della performance nel luogo deputato, sia nello stesso spazio, in uno adiacente, circostante o in un altro luogo concordato. L'opera di videoarte e l’installazione transitoria di gusci possono essere esposte post-spettacolo per un periodo prolungato, con una durata minima di 30’ e una durata massima variabile: ore, giorni o mesi, in modalità temporanea. Le modalità favoriscono l'estensione dell'esperienza interattiva e immersiva oltre il termine dello spettacolo, offrendo al pubblico un accesso prolungato all'opera, e garantendo una fruizione ampliata in termini di tempo, spazio e delle prospettive visive-sonore.
CENNI STORICO-ARTISTICI (settembre 2024)
L’uovo come legante è alla base del pigmento della tempera a uovo, senza la quale gli artisti non avrebbero potuto dipingere prima dell’avvento della pittura a olio. Ne parlano i ricettari più importanti, dal Libro dell’arte trecentesco di Cennino Cennini all’Introduzione alle tre arti del Disegno cinquecentesca di Giorgio Vasari. Un uovo vero del 1472 sta sospeso con un filo bianco al centro di un’abside a conchiglia, perpendicolare a un Vergine altera incurante dei santi attorno a lei e del duca committente del quadro a uno dei più straordinari artisti del Rinascimento, Piero della Francesca. L’uovo sembra il protagonista misterioso dell’iconografia della Pala di Brera, esposta nel museo omonimo a Milano, ancora oggi emanante silenzioso raccoglimento. Un uovo di bronzo del 1978 è stato protagonista di una delle performance comportamentali più intrise di valore civile tra quelle create da artisti performativi internazionali. La sera del 16 marzo 1978 il quarantaduenne Luciano Fabro si trova a Roma. Si dirige in via Gregoriana (dove ancora oggi si va a studiare la Storia dell'arte in una delle maggiori biblioteche specializzate del mondo, l'Hertziana). Là Fabro preleva da un suo gallerista una sua scultura, Io (L'uovo): un uovo di bronzo concavo che ha le stesse misure di Fabro in posizione fetale. Con l'uovo alter ego di sé stesso, Fabro arriva in via Veneto per andare a deporre "Io (L'uovo)" nella Fontana delle Api berniniana in Piazza Barberini. L'autoritratto dell'artista sta quindi deposto nel liquido amniotico della tradizione della storia dell'arte. Fabro non compie il rituale comportamentale da solo; dietro di lui, come in una processione laica solenne, si forma un corteo di altri artisti e di critici, tra cui ci sono Mario e Marisa Merz, Jannis Kounellis, Vettor Pisani, Francesco Clemente, Achille Bonito Oliva e altri. La Via Crucis laica in una Roma semideserta e militarizzata dal terrore è la risposta degli artisti all'evento più violento della Storia repubblicana: quel mattino in via Fani era stato rapito Aldo Moro, che il 9 maggio verrà lasciato cadavere, ripiegato su sé stesso, in un portabagagli in via Caetani. Si tratta solo di alcuni esempi della presenza costante dell’uovo nella storia dell’arte. Dalle prescrizioni tecniche ai risultati concreti della creazione, altre decine di volte gli artisti hanno compiuto il rituale in silenzio, inglobando l’uovo nella propria poetica come metafora dell’incidenza della spiritualità dell’artista sul mondo (Floriana Conte).
RICERCA D’AUTORE
Avviata nel 2020, la ricerca autoriale di Giacomo De Luca si fonda sul concetto in continua evoluzione de Il Corpo Sensoriale, cui si è affiancato dal 2024 quello de Il Corpo Futuristico. Partendo dal corpo e da necessità interiori il suo lavoro punta all’essenza. Indagando l’origine e lo sviluppo del movimento umano e animale, a partire dal respiro, emissioni vocali, sensorialità e processi cognitivi, emotivi, biologici, fisiologici, energetici, cinetici e motori. Considerando il corpo un archivio e laboratorio esperienziale, nel suo lavoro attraversa intese e scissioni tra corpo e mente, tra ambiente, l'altro e il cosmo, in una pratica transdisciplinare tra danza contemporanea, performance e arti visive, di natura sperimentale. Una circumnavigazione sensoriale, nel quale esplora una nuova economia del movimento. Il suo operato “rimodella gli schemi tradizionali di movimento” e la visione convenzionale del corpo umano, trasformandolo da mero veicolo di pensiero, meccanico, sfruttato e sopravvalutato, a “dispositivo” vivente più consapevole, extra-sensoriale e pluri-intelligente. Da questa indagine, in sviluppo già dal 2022, emerge Sensorium 2.0: archivio rigenerativo e programma metodologico sperimentale sia di allenamento che di processo creativo. Concepito come “decreazione” del sapere, volto a stimolare percezioni, allenare ed evolvere abilità intrinseche. Coniugando principi fondamentali da tecniche di danza, teatro, discipline olistiche, meditazione dinamica, training e i linguaggi plurali del corpo, ponendo al centro la conservazione, la rigenerazione e il dissesto di pratiche, ricevute come forma di “testamento artistico” dai suoi maestri e coreografi.
GIACOMO DE LUCA
“Danzatore e artista sperimentale. Il suo linguaggio esplora il corpo in una ricerca di sé che indaga la creatività umana” — La Biennale di Venezia, College Danza by Wayne McGregor. 2022
"Interprete frizzante, si avventura in una non semplice esplorazione coreografica, rimodellando gli schemi tradizionali di movimento” — Giuseppe Distefano. 2021
Giacomo De Luca, classe 1999, nato a Lecce, Italia, è un artista poliedrico attivo a livello internazionale come ricercatore outsider, danzatore, danzautore, coreografo, performer, artista visivo e coach sperimentale. Fondatore e direttore artistico di Visionary Artists for Change®: Network in continua proliferazione e Dipartimento di Ric
Giacomo De Luca, classe 1999, nato a Lecce, Italia, è un artista poliedrico attivo a livello internazionale come ricercatore outsider, danzatore, danzautore, coreografo, performer, artista visivo e coach sperimentale. Fondatore e direttore artistico di Visionary Artists for Change®: Network in continua proliferazione e Dipartimento di Ricerca & Sviluppo. Si occupa di ricerca, sperimentazione, creazione, innovazione e trasmissione nell'ambito della danza contemporanea, arti visive e performative con un approccio transdisciplinare. I suoi lavori sono stati selezionati a Vetrine della Giovane Danza d’Autore e Festival Internazionali: Nuove Traiettorie - azione del NetworkAnticorpiXL 2024/25, DIDstudio - NAOPerformingFestival 2024. Finalista a FLIC - Lanciano 2023, AiEP Ariella Vidach - Extravaganza NAO Piattaforma Giovani 2023, Muovimi - Via Farini | Fabbrica del Vapore di Milano 2023, Festival Lasciateci Sognare - La Sfera Danza 2021, ricevendo commissioni da Durazzi Milano | Ilenia Durazzi - Maurizio Cattelan 2024, Festival di Musica Spirito del Tempo 2023, Serata Giovani Coreografi - La Sfera Danza 2021, Percorso Coreografico - Padova Danza 2021. Diplomato alla Scuola di Ballo dell'Accademia Teatro alla Scala nel 2019, continua la sua formazione in tutta Europa. Trainer certificato del metodo Bodycode System®. Biennio Coreografico - Padova Danza Project 2020/21. Si è unito a Teatro alla Scala, Tokyo Ballet, Jas Art Ballet, Carla Fracci, Matteo Levaggi, La Biennale di Venezia - College Danza 2021 e 2022, Le Supplici - Fabrizio Favale. Nel 2022/23 è danzatore per Emio Greco a ICK Dans Amsterdam (Olanda) e a Porta d’Oriente - Resexstesa | Centro di Produzione della Danza. Dal 2023 è Scholarship recipient delle masterclass di Jan Fabre Teaching Group - Troubleyn (Antwerp, Belgio). Dal 2024 collabora con Kinkaleri, ed è inserito nella Redazione di MILANoLTREview24 - Stratagemmi, recensendo il Festival MILANoLTRE. Interprete di: Wayne McGregor, Crystal Pite, Maurice Béjart, Angelin Preljocaj, William Forsythe e nuove creazioni di: Saburo Teshigawara, Merce Cunningham Trust, Emio Greco, Maria Hassabi, Kinkaleri, Fabrizio Favale, Matteo Levaggi, Heinz Spoerli, Alla Sigalova, Emanuela Tagliavia, Raymond Pinto, Edit Domoszlai e registi Placido Domingo, Liliana Cavani. Selezionato a Residenze Seminari con: Jan Fabre, Maria Hassabi, Cristina Krystal Rizzo, Kinkaleri, Cristina Caprioli, Monica Francia, Gruppo Nanou, Daniele Albanese, Stefania Tansini, Francesca Proia, Nicoletta Cabassi, Marta Ciappina, Charles Pas, Nicola Galli, Camilla Monga.
Floriana Conte è abilitata come prof.ssa ordinaria di Storia dell’arte e insegna Storia dell’arte moderna, contemporanea e Museologia all’Università di Foggia. È membro dell’Accademia dell’Arcadia. Ha conseguito il Perfezionamento (Ph. D.) in Storia dell’Arte e Letteratura italiana alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Dal 2014 per la Fo
Floriana Conte è abilitata come prof.ssa ordinaria di Storia dell’arte e insegna Storia dell’arte moderna, contemporanea e Museologia all’Università di Foggia. È membro dell’Accademia dell’Arcadia. Ha conseguito il Perfezionamento (Ph. D.) in Storia dell’Arte e Letteratura italiana alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Dal 2014 per la Fondazione “Lincei per la Scuola” dell’Accademia dei Lincei è tutor e docente del corso di aggiornamento per insegnanti di scuola superiore I Lincei per una nuova didattica nella scuola: una rete nazionale fondata da Luca Serianni. È autrice di quasi 70 saggi scientifici, 2 cataloghi di mostre (l’ultima delle quali dedicata alle fotografie pop di Enrico Vanzina) e di 6 libri. Di essi, Tra Napoli e Milano. Viaggi di artisti nell’Italia del Seicento. I. Da Tanzio da Varallo a Massimo Stanzione; II. Salvator Rosa, Edifir 2012-2014, è stato premiato con «Medaglia “Leonardo Da Vinci”» dal MAECI-MIUR. Ha svolto attività di ricerca e didattica anche c/o: Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti ed École du Louvre; Kunsthistorisches Institut di Firenze; Centro CRISIS dell’Università di Torino; Victoria & Albert Museum and Library a Londra; Fondazione Benetton Studi e Ricerche di Treviso; Accademia della Crusca; Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze di Arezzo. È stata ospite scientifica del Museo Ermitage (con fellowship Fondazione Ermitage Italia), del Musée du Louvre (con fellowship Erasmus plus), del Troubleyn/Jan Fabre e dell’atelier Angelos/Jan Fabre ad Anversa e del Festival Jan Fabre al Teatro Out Off a Milano (invitata come Visiting Scholar). Dal dicembre 2021 scrive di arti visive e performative, cinema e libri nella rubrica Per capire l’arte ci vuole una sedia su «BeeMagazine». Per l’attività divulgativa, l’ultimo Premio ricevuto è il “Giambattista Gifuni per la diffusione del libro e della lettura” (Biblioteca della Camera dei deputati, 8.3.2024).
Elena Molon è una ballerina classica e danzatrice contemporanea con una carriera ricca di esperienze artistiche e pedagogiche. Attualmente ricopre il ruolo di Presidente della Società Internazionale Danza Classica Marika Besobrasova e collabora con la Compagnia Ariella Vidach AiEP di Milano. La sua formazione è altamente specializzata, co
Elena Molon è una ballerina classica e danzatrice contemporanea con una carriera ricca di esperienze artistiche e pedagogiche. Attualmente ricopre il ruolo di Presidente della Società Internazionale Danza Classica Marika Besobrasova e collabora con la Compagnia Ariella Vidach AiEP di Milano. La sua formazione è altamente specializzata, con una laurea in Scienze Infermieristiche, che ben si addice alla cura del corpo per chi lo usa come strumento di lavoro, e una certificazione per l'insegnamento dell'innovativo Metodo Double Skin/Double Mind, creato da Emio Greco | PC, dedicato alla preparazione fisica e mentale dei danzatori. Elena è inoltre un istruttrice qualificata di Stott Pilates – Matwork e Zen•GA, ha conseguito un diploma di II livello CSEN/CONI come insegnante di danza classica, e un diploma di laurea in Psicomotricità. La sua preparazione musicale si completa con un diploma in teoria e solfeggio. Grazie alla lunga esperienza nel mondo della danza e alle competenze scientifiche derivate dalla sua formazione accademica, Elena porta avanti il suo lavoro con professionalità e dedizione. È attivamente impegnata nelle compagnie di danza come Assistente, Coach e Gestione dei Lavoratori dello Spettacolo, nella mentorship di giovani artisti, e nella formazione di nuovi talenti con una visione che integra la conoscenza delle diverse realtà del settore e le elevate esigenze qualitative richieste.
Francesco Cocco è scenografo, performance designer e drammaturgo della danza. È particolarmente interessato ai meccanismi di creazione drammaturgica che possono parzialmente rivelarsi sulla scena. Laureata in Arti visive e performative presso l'Università IUAV + Master in Scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha progett
Francesco Cocco è scenografo, performance designer e drammaturgo della danza. È particolarmente interessato ai meccanismi di creazione drammaturgica che possono parzialmente rivelarsi sulla scena. Laureata in Arti visive e performative presso l'Università IUAV + Master in Scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha progettato le scenografie delle opere: Il matrimonio segreto di D. Cimarosa [2016, Dutch National Opera], Gina di F. Cilea [2017, Fondazione Teatro la Fenice] Il sogno di Scipione di W.A. Mozart [2019, Fondazione Teatro la Fenice ]. Ha lavorato a progetti di ricerca di performance design in collaborazione con Elena Zamparutti esplorando la giocosità visiva, la partecipazione del pubblico e la drammaturgia aperta e frammentata [PUSH, PUSH BABY! alla Quadriennale di Praga 2019. CAMMINA! con terrafine, Trieste 2020. CAMMINATA INTERSPACE con Dance Well a Fabbrica Alta, Schio 2021]. Recentemente ha sviluppato un interesse per la drammaturgia della danza collaborando come drammaturgo con i coreografi Matteo Carvone, Silvia Galletti, Andrea Scarfì e con il progetto Dance Well. Nel 2022 è tra i drammaturghi selezionati per il programma europeo di ricerca e formazione Micro e Macro Drammaturgie nella Danza. Collabora regolarmente alla produzione del programma La Biennale di Venezia - College Danza, Musica e Teatro.
Giovanni Dinello è un compositore, musicista e digital artist originario di Venezia. Ha conseguito una laurea in Musica Elettronica presso il "Conservatorio B. Marcello" di Venezia, integrata da corsi di Tecnologia Musicale e Composizione presso il Royal Birmingham Conservatoire. Le sue opere, esposte in Italia, Francia, Inghilterra e Ger
Giovanni Dinello è un compositore, musicista e digital artist originario di Venezia. Ha conseguito una laurea in Musica Elettronica presso il "Conservatorio B. Marcello" di Venezia, integrata da corsi di Tecnologia Musicale e Composizione presso il Royal Birmingham Conservatoire. Le sue opere, esposte in Italia, Francia, Inghilterra e Germania, sono state presentate su piattaforme come Radio Rai 3, Sky Classica HD e Radio France Internationale. Le contribuzioni di Dinello si estendono alla 57ª Biennale di Venezia, dove ha collaborato al "Studio Venezia" di Xavier Veilhan, e a varie produzioni teatrali e festival, tra cui Incontri Asolani 2019 e Bad Hersfeld Festspiele. A Venezia, ha contribuito attivamente al panorama culturale: nel 2021 ha ricevuto una commissione da Ocean Space per una reinterpretazione contemporanea di canzoni popolari veneziane ed è stato ospite di Pro Helvetia Venice, collaborando con artisti svizzeri in residenza per diversi anni. Le ultime collaborazioni includono progetti con coreografi, come i lavori in corso con Matteo Carvone iniziati alla Biennale Danza 2022. Dall'ottobre 2022, risiede ad Amburgo, dove sta perseguendo un Master in Composizione Multimediale presso l'HFMT sotto la supervisione diretta di Alexander Schubert. Dal 2017, è co-fondatore e presidente di VER-V (Venice Electroacoustic Rendez-Vous), una rete veneziana focalizzata sulla ricerca e sperimentazione della musica elettroacustica.
Leggi "Mò l'uovo" a cura di Floriana Conte, è il primo reportage delle Residenze artistiche di Giacomo De Luca. Pubblicato su BeeMagazine.it nella rubrica "Per capire l'arte ci vuole una sedia".
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