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COME STARE AL MONDO?

TITOLO 

Come stare al mondo? 


AUTORE / INTERPRETE 

Giacomo De Luca


STATO ATTUALE

Primo Studio (work in progress) creazione inedita che non ha ancora debuttato


TEMPO DI RICERCA

da gennaio 2024 - attualmente in corso 


PERIODO DI CREAZIONE 

attualmente in corso

 

PERIODO IDEALE DEL DEBUTTO 

2026


AMBITI 

danza contemporanea, teatro fisico, performance, installazione d’arte


DURATA

45’ variabile, atto unico


FORMATO 

site-specific per teatro, palcoscenici, museo, all’aperto, allestimento teatrale (tappeto, fondale, ring luci)


CREDITI 

Ideazione, Regia, Drammaturgia, Installazione, Coreografia di e con Giacomo De Luca 

in collaborazione con Visionary Artists For Change:

Elena Molon Tutor, Consulenza artistica

Floriana Conte Consulenza scientifica storico-artistica per l’arte moderna e contemporanea

Francesco Cocco Consulenza alla drammaturgia 

Eugen Bonta Video e Fotografia

Giovanni Dinello Composizione sonoro dei gusci 

Tutoraggio drammaturgico di Enrico Pitozzi, spazializzazione acustica di Giulia Vismara, nell'ambito di Nuove Traiettorie - azione del Network Anticorpi XL


MUSICA

Georges Bizet, Henryk Górecki, Gavin Bryars, Brian Eno, Renè Aubry, David Lynch.


PARTNERS

Produzione AiEP - Ariella Vidach. 

Con il supporto di TRAC Teatri di Residenza Artistica Contemporanea – Centro di residenza pugliese, Principio Attivo Teatro - Manifatture Knos - Centro Culturale di Lecce, Crest - Auditorium TatA’ di Taranto.

Con il supporto di comunicazione di Theatron 2.0 .

Progetto sviluppato nell'ambito di Nuove Traiettorie 2024/25 azione del Network Anticorpi XL in Residenze presso L'arboreto - Teatro Dimora di Mondaino, Fondazione Armunia, Ass. Vera Stasi.


RESIDENZE TRASCORSE

2 - 8 sett 2024 a Crest - Auditorium TatÀ, Taranto.

17 - 24 sett 2024 a Principio Attivo Teatro - Lecce.

4 - 11 novembre 2024 a L'arboreto - Mondaino.

24 - 28 febbraio 2024 a Armunia - Castiglioncello.


RESIDENZE IN PROGRAMMA

attualmente si ricerca supporto di residenza 2025/26


TEMA

La ricerca indaga la sensorialità e la fisiologia, dall’origine alla trasformazione del movimento umano e animale, attraverso la sperimentazione di pratiche somatiche, teatrali e di danza contemporanea. Un’esperienza catartica: psichica, corporea, vocale e espressiva, nella relazione sacra con la materia, il suono e l’ambiente circostante. Al centro di tutto c’è il potere cosmico dell’Uovo: archetipo universale, riflesso sociale, entità fragile e resistente, il fulcro del concetto de Il Corpo Sensoriale. Simbolo di rinascita per un’umanità più consapevole. Il progetto apre una riflessione critica sulle dinamiche consumistiche e sullo sfruttamento intensivo delle risorse naturali e animali, promuovendo il riciclo, la rigenerazione e un approccio più sostenibile. Si afferma l’urgenza di adottare pratiche rispettose a partire dal corpo, inteso come primo luogo di consapevolezza e trasformazione.


SINOSSI 

In uno scenario surreale dove materia, danza e suono confluiscono in un unico respiro, l’evanescenza di un suolo esanime, cosparso di frammenti di gusci d’uovo, si rivela dispositivo sensoriale e presenza con cui relazionarsi. Sfidando i confini tra mente e corpo, e lasciandosi guidare dalla propria urgenza interiore, l’interprete lascia tracce di sé nell'esplorazione estemporanea del proprio flusso vitale. Interrogandosi sul Come stare al mondo?, l’artista mira a schiudersi da ogni sovrastruttura e a trovare un luogo elevato e protetto nella società contemporanea che pare sempre sull'orlo di un’imminente collasso. Nel tentativo di raggiungere con veridicità profonde connessioni percettive, riesamina la sua identità attraverso il simbolismo e il potere cosmico dell'uovo come entità rigenerativa nei principi di genesi, trasformazione, distruzione e rinascita. Conducendo il pubblico in un percorso onirico verso inesplorate dimensioni immaginifiche per scoprire modi alternativi di esistere.


IL PROGETTO 

Come stare al mondo? è uno spettacolo multidisciplinare. Ideato come progetto matrioska, sviluppa una varietà di formati e studi associati tra loro, ma anche indipendenti, presentati come studi estratti e/o estesi: 

  • Danza Contemporanea/Teatro fisico, pilastro portante del progetto di 45' variabile (esperienziale e interattiva con il pubblico e l’ambiente) composta da 4 soli di 10', 15', 20', 15' 
  • Performing Art, azione di natura sperimentale, da 10' variabile, performance eseguita dall’artista singolarmente e/o con: performer, danzatori/trici, attori/trici, pubblico. 
  • Installazione d’arte transitoria (interattiva) in esposizione sia, temporanea: fruibile prima, durante e dopo lo spettacolo (minimo 30’) in spazi non-convenzionali, museo, gallerie d’arte. 
  • Oggetti/Opere scultoree in esposizione temporanea e permanente; 
  • Videoarte per schermo, proiezione (audiovisiva), in esposizione temporanea e permanente.
  • Dispositivo sonoro spazializzato con un impianto audio (minimo 4 unità)
  • Biblio-fotografia, pubblicazione composta da: libretto/testo di sala, catalogo fotografico, diario delle residenze (articoli pubblicati su Beemagazine.it), fruibile in lingua Italiana e Englese, in esposizione temporanea e su richiesta, sia online che in loco pre e post spettacolo.


MATERIALE e PRE-PRATICA PERFORMATIVA

Il materiale installativo utilizzato, deriva da una raccolta di riciclo su larga scala di gusci d’uovo di gallina. Iniziata a gennaio 2024 dall’artista per questo specifico progetto, in collaborazione con la comunità di Lecce, Milano e delle città in cui si svolgono residenze e laboratori. 


Ogni guscio, risorsa essenziale, attraversa un processo meticoloso di purificazione, che manualmente prevede un’estrema cura in 7 fasi: raccolta, lavaggio, disinfezione, deposizione, purificazione, essiccazione e conservazione (ancora in corso nel 2025). Un’approccio catartico, come rituale meditativo sotto forma di laboratorio esperienziale, favorisce il dialogo tra corpo e materia, contribuendo alla continua rigenerazione del materiale di scarto alimentare, re-destinato all’installazione presente e alle altre opere in sviluppo. 


Le fasi laboratoriali esplorano l’essenza dell’uovo, la struttura del guscio, la sua composizione biologica e l’architettura. Il rispetto e la sensibilità verso la materia si configurano per l’interprete come propedeutica allo spettacolo. Questo percorso, prepara il performer all’atto stesso del performare, sviluppando un’unica attitudine: all’essere, al valore del tempo e alla capacità di concedersi totalmente all’altro nel qui e ora. 


MEZZI/SET

1 composizione installativa di gusci d’uovo disposti al suolo, 1 uovo sodo appeso a un filo di nylon collocato al centro della scena, 6 microfoni a contatto con il suolo, impianto audio, linoleum, microfono a filo, 1 videoproiettore, 1 schermo tv, 1 fischietto ad acqua in ceramica.


SPECIFICHE INSTALLAZIONE POST–PERFORMANCE 

L'installazione può rimanere in esposizione anche dopo il termine della performance nel luogo deputato, sia nello stesso, circostante o in un'altro luogo concordato. L'opera di videoarte e l’installazione transitoria di gusci possono essere esposte post-spettacolo per un periodo prolungato, con una durata minima di 30’ e una durata massima variabile: ore, giorni o mesi. Le modalità favoriscono l'estensione dell'esperienza interattiva e immersiva oltre il termine dello spettacolo, offrendo un accesso prolungato all'opera, e garantendo una fruizione ampliata in termini di tempo, spazio e delle prospettive visive-sonore.


CENNI STORICO-ARTISTICI 

a cura di Floriana Conte - Università di Foggia.

L’uovo come legante è alla base del pigmento della tempera a uovo, senza la quale gli artisti non avrebbero potuto dipingere prima dell’avvento della pittura a olio. Ne parlano i ricettari più importanti, dal Libro dell’arte trecentesco di Cennino Cennini all’Introduzione alle tre arti del Disegno cinquecentesca di Giorgio Vasari. Un uovo vero del 1472 sta sospeso con un filo bianco al centro di un’abside a conchiglia, perpendicolare a un Vergine altera incurante dei santi attorno a lei e del duca committente del quadro a uno dei più straordinari artisti del Rinascimento, Piero della Francesca. L’uovo sembra il protagonista misterioso dell’iconografia della Pala di Brera, esposta nel museo omonimo a Milano, ancora oggi emanante silenzioso raccoglimento. Un uovo di bronzo del 1978 è stato protagonista di una delle performance comportamentali più intrise di valore civile tra quelle create da artisti performativi internazionali. La sera del 16 marzo 1978 il quarantaduenne Luciano Fabro si trova a Roma. Si dirige in via Gregoriana (dove ancora oggi si va a studiare la Storia dell'arte in una delle maggiori biblioteche specializzate del mondo, l'Hertziana). Là Fabro preleva da un suo gallerista una sua scultura, Io (L'uovo): un uovo di bronzo concavo che ha le stesse misure di Fabro in posizione fetale. Con l'uovo alter ego di sé stesso, Fabro arriva in via Veneto per andare a deporre "Io (L'uovo)" nella Fontana delle Api berniniana in Piazza Barberini. L'autoritratto dell'artista sta quindi deposto nel liquido amniotico della tradizione della storia dell'arte. Fabro non compie il rituale comportamentale da solo; dietro di lui, come in una processione laica solenne, si forma un corteo di altri artisti e di critici, tra cui ci sono Mario e Marisa Merz, Jannis Kounellis, Vettor Pisani, Francesco Clemente, Achille Bonito Oliva e altri. La Via Crucis laica in una Roma semideserta e militarizzata dal terrore è la risposta degli artisti all'evento più violento della Storia repubblicana: quel mattino in via Fani era stato rapito Aldo Moro, che il 9 maggio verrà lasciato cadavere, ripiegato su sé stesso, in un portabagagli in via Caetani. Si tratta solo di alcuni esempi della presenza costante dell’uovo nella storia dell’arte. Dalle prescrizioni tecniche ai risultati concreti della creazione, altre decine di volte gli artisti hanno compiuto il rituale in silenzio, inglobando l’uovo nella propria poetica come metafora dell’incidenza della spiritualità dell’artista sul mondo.


RICERCA D’AUTORE

La mia pratica si articola all’interno del sistema dell’arte attraverso un approccio transdisciplinare che intreccia: arti visive, performance, danza contemporanea, teatro, video, suono, scrittura e scultura. Spinto da un’urgenza istintiva e da profonde necessità interiori, vado all’essenza dell’essere e del fare nel XXI secolo. Visceralmente avvio un processo catartico di autoanalisi, meditazione e sublimazione corporea, materiale, spirituale e ambientale. 


Nei lavori apro delle riflessioni epidermiche sull’esistenza, intessendo un pensiero fisico attorno a temi di: resilienza, nascita, vita, morte, metamorfosi, rigenerazione, purificazione e memoria culturale individuale e collettiva — presentati come dichiarazioni poetiche in dissenso radicale contro le dinamiche viziose del sistema socio-politico-economico iper-capitalista e consumista, e contro le guerre segnate da ogni forma di sfruttamento, abuso e disuguaglianza. 


La ricerca pone al centro il corpo, inteso come archivio vivente e laboratorio, sperimentando lungo due direttrici concettuali consecutive: “Il Corpo Sensoriale” (dal 2020), legato all’esperienza somatica, fisiologica e cognitiva del corpo umano-animale, concepito come materia organica extrasensoriale, che identifica nell’Uovo — grembo sociale e simbolo di rinascita — il suo archetipo primordiale; e “Il Corpo Futuristico” (dal 2024), concepito come tecnologia biologica, matrice di esperienze sinestetiche multidimensionali tra reale e virtuale, all’interno di un dispositivo multi- intelligente, che trova nell’Utopia del "nuovo umano" un corpo capace di proiettare l’essere oltre gli attuali confini della coscienza, verso forme di esistenza inedite. 


Le creazioni sono concepite come circumnavigazioni sensoriali, attivano una attitudine alla dilatazione e alla riduzione temporale, andando da un estremo all’altro: dinamismo, decelerazione, stasi, espansione, riduzione, erosione, contrazione, vibrazione, frammentazione, morbidezza, sospensione, estasi, frenesia, contemplazione. In questa prospettiva, le pratiche ricevute da miei maestri — come forma di testamento artistico — vengono archiviate, rianalizzate, riesplorate e decostruite attraverso un programma metodologico (in progress): “Sensorium 2.0” (dal 2021). La sperimentazione (Presente) sfida le convenzioni del sapere (Passato) attraverso il dissesto, per l'innovazione e una nuova economia del movimento (Futuro). 


PRESS

“Artista sperimentale. Il suo linguaggio esplora il corpo in una ricerca di sé che indaga la creatività umana” 

— La Biennale di Venezia, College Danza by Sir Wayne McGregor. 2022


RECENSIONI

“Mò l’Uovo” diario delle residenze a cura di Floriana Conte, pubblicato su BeeMagazine.it

“Danza sui gusci” a cura di Alessandro Salvatore, pubblicato su LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 

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Team | Visionary Artists For Change

Dancemaker - Artista visivo

Storica e critica d'arte moderna e contemporanea

Storica e critica d'arte moderna e contemporanea

Giacomo De Luca, classe 1999, nato a Lecce, Italia, è un artista poliedrico attivo a livello internazionale come ricercatore outsider, danzatore, danzautore, coreografo, performer, artista visivo e coach sperimentale. Fondatore e direttore artistico di Visionary Artists for Change®: Network in continua proliferazione e Dipartimento di Ric

Giacomo De Luca, classe 1999, nato a Lecce, Italia, è un artista poliedrico attivo a livello internazionale come ricercatore outsider, danzatore, danzautore, coreografo, performer, artista visivo e coach sperimentale. Fondatore e direttore artistico di Visionary Artists for Change®: Network in continua proliferazione e Dipartimento di Ricerca & Sviluppo. Si occupa di ricerca, sperimentazione, creazione, innovazione e trasmissione nell'ambito della danza contemporanea, arti visive e performative con un approccio transdisciplinare. I suoi lavori sono stati selezionati a Vetrine della Giovane Danza d’Autore e Festival Internazionali: Nuove Traiettorie - azione del NetworkAnticorpiXL 2024/25, DIDstudio - NAOPerformingFestival 2024. Finalista a FLIC - Lanciano 2023, AiEP Ariella Vidach - Extravaganza NAO Piattaforma Giovani 2023, Muovimi - Via Farini | Fabbrica del Vapore di Milano 2023, Festival Lasciateci Sognare - La Sfera Danza 2021, ricevendo commissioni da Durazzi Milano | Ilenia Durazzi - Maurizio Cattelan 2024, Festival di Musica Spirito del Tempo 2023, Serata Giovani Coreografi - La Sfera Danza 2021, Percorso Coreografico - Padova Danza 2021. Diplomato alla Scuola di Ballo dell'Accademia Teatro alla Scala nel 2019, continua la sua formazione in tutta Europa. Trainer certificato del metodo Bodycode System®. Biennio Coreografico - Padova Danza Project 2020/21. Si è unito a Teatro alla Scala, Tokyo Ballet, Jas Art Ballet, Carla Fracci, Matteo Levaggi, La Biennale di Venezia - College Danza 2021 e 2022, Le Supplici - Fabrizio Favale. Nel 2022/23 è danzatore per Emio Greco a ICK Dans Amsterdam (Olanda) e a Porta d’Oriente - Resexstesa | Centro di Produzione della Danza. Dal 2023 è Scholarship recipient delle masterclass di Jan Fabre Teaching Group - Troubleyn (Antwerp, Belgio). Dal 2024 collabora con Kinkaleri, ed è inserito nella Redazione di MILANoLTREview24 - Stratagemmi, recensendo il Festival MILANoLTRE. Interprete di: Wayne McGregor, Crystal Pite, Maurice Béjart, Angelin Preljocaj, William Forsythe e nuove creazioni di: Saburo Teshigawara, Merce Cunningham Trust, Emio Greco, Maria Hassabi, Kinkaleri, Fabrizio Favale, Matteo Levaggi, Heinz Spoerli, Alla Sigalova, Emanuela Tagliavia, Raymond Pinto, Edit Domoszlai e registi Placido Domingo, Liliana Cavani. Selezionato a Residenze Seminari con: Jan Fabre, Maria Hassabi, Cristina Krystal Rizzo, Kinkaleri, Cristina Caprioli, Monica Francia, Gruppo Nanou, Daniele Albanese, Stefania Tansini, Francesca Proia, Nicoletta Cabassi, Marta Ciappina, Charles Pas, Nicola Galli, Camilla Monga. 

Storica e critica d'arte moderna e contemporanea

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Floriana Conte è abilitata come prof.ssa ordinaria di Storia dell’arte e insegna Storia dell’arte moderna, contemporanea e Museologia all’Università di Foggia. È membro dell’Accademia dell’Arcadia. Ha conseguito il Perfezionamento (Ph. D.) in Storia dell’Arte e Letteratura italiana alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Dal 2014 per la Fo

Floriana Conte è abilitata come prof.ssa ordinaria di Storia dell’arte e insegna Storia dell’arte moderna, contemporanea e Museologia all’Università di Foggia. È membro dell’Accademia dell’Arcadia. Ha conseguito il Perfezionamento (Ph. D.) in Storia dell’Arte e Letteratura italiana alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Dal 2014 per la Fondazione “Lincei per la Scuola” dell’Accademia dei Lincei è tutor e docente del corso di aggiornamento per insegnanti di scuola superiore I Lincei per una nuova didattica nella scuola: una rete nazionale fondata da Luca Serianni. È autrice di quasi 70 saggi scientifici, 2 cataloghi di mostre (l’ultima delle quali dedicata alle fotografie pop di Enrico Vanzina) e di 6 libri. Di essi, Tra Napoli e Milano. Viaggi di artisti nell’Italia del Seicento. I.  Da Tanzio da Varallo a Massimo Stanzione; II. Salvator Rosa, Edifir 2012-2014, è stato premiato con «Medaglia “Leonardo Da Vinci”» dal MAECI-MIUR. Ha svolto attività di ricerca e didattica anche c/o: Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti ed École du Louvre; Kunsthistorisches Institut di Firenze; Centro CRISIS dell’Università di Torino; Victoria & Albert Museum and Library a Londra; Fondazione Benetton Studi e Ricerche di Treviso; Accademia della Crusca; Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze di Arezzo. È stata ospite scientifica del Museo Ermitage (con fellowship Fondazione Ermitage Italia), del Musée du Louvre (con fellowship Erasmus plus), del Troubleyn/Jan Fabre e dell’atelier Angelos/Jan Fabre ad Anversa e del Festival Jan Fabre al Teatro Out Off a Milano (invitata come Visiting Scholar). Dal dicembre 2021 scrive di arti visive e performative, cinema e libri nella rubrica Per capire l’arte ci vuole una sedia su «BeeMagazine». Per l’attività divulgativa, l’ultimo Premio ricevuto è il “Giambattista Gifuni per la diffusione del libro e della lettura” (Biblioteca della Camera dei deputati, 8.3.2024).

Tutor e assistente alla coreografia

Storica e critica d'arte moderna e contemporanea

Tutor e assistente alla coreografia

Elena Molon è una ballerina classica e danzatrice contemporanea con una carriera ricca di esperienze artistiche e pedagogiche. Attualmente ricopre il ruolo di Presidente della Società Internazionale Danza Classica Marika Besobrasova e collabora con la Compagnia Ariella Vidach AiEP di Milano. La sua formazione è altamente specializzata, co

Elena Molon è una ballerina classica e danzatrice contemporanea con una carriera ricca di esperienze artistiche e pedagogiche. Attualmente ricopre il ruolo di Presidente della Società Internazionale Danza Classica Marika Besobrasova e collabora con la Compagnia Ariella Vidach AiEP di Milano. La sua formazione è altamente specializzata, con una laurea in Scienze Infermieristiche, che ben si addice alla cura del corpo per chi lo usa come strumento di lavoro, e una certificazione per l'insegnamento dell'innovativo Metodo Double Skin/Double Mind, creato da Emio Greco | PC, dedicato alla preparazione fisica e mentale dei danzatori. Elena è inoltre un istruttrice qualificata di Stott Pilates – Matwork e Zen•GA, ha conseguito un diploma di II livello CSEN/CONI come insegnante di danza classica, e un diploma di laurea in Psicomotricità. La sua preparazione musicale si completa con un diploma in teoria e solfeggio. Grazie alla lunga esperienza nel mondo della danza e alle competenze scientifiche derivate dalla sua formazione accademica, Elena porta avanti il suo lavoro con professionalità e dedizione. È attivamente impegnata nelle compagnie di danza come Assistente, Coach e Gestione dei Lavoratori dello Spettacolo, nella mentorship di giovani artisti, e nella formazione di nuovi talenti con una visione che integra la conoscenza delle diverse realtà del settore e le elevate esigenze qualitative richieste.


Dramaturg

Compositore

Tutor e assistente alla coreografia

Francesco Cocco è scenografo, performance designer e drammaturgo della danza. È particolarmente interessato ai meccanismi di creazione drammaturgica che possono parzialmente rivelarsi sulla scena. Laureata in Arti visive e performative presso l'Università IUAV + Master in Scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha progett

Francesco Cocco è scenografo, performance designer e drammaturgo della danza. È particolarmente interessato ai meccanismi di creazione drammaturgica che possono parzialmente rivelarsi sulla scena. Laureata in Arti visive e performative presso l'Università IUAV + Master in Scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha progettato le scenografie delle opere: Il matrimonio segreto di D. Cimarosa [2016, Dutch National Opera], Gina di F. Cilea [2017, Fondazione Teatro la Fenice] Il sogno di Scipione di W.A. Mozart [2019, Fondazione Teatro la Fenice ]. Ha lavorato a progetti di ricerca di performance design in collaborazione con Elena Zamparutti esplorando la giocosità visiva, la partecipazione del pubblico e la drammaturgia aperta e frammentata [PUSH, PUSH BABY! alla Quadriennale di Praga 2019. CAMMINA! con terrafine, Trieste 2020. CAMMINATA INTERSPACE con Dance Well a Fabbrica Alta, Schio 2021]. Recentemente ha sviluppato un interesse per la drammaturgia della danza collaborando come drammaturgo con i coreografi Matteo Carvone, Silvia Galletti, Andrea Scarfì e con il progetto Dance Well. Nel 2022 è tra i drammaturghi selezionati per il programma europeo di ricerca e formazione Micro e Macro Drammaturgie nella Danza. Collabora regolarmente alla produzione del programma La Biennale di Venezia - College Danza, Musica e Teatro.

Compositore

Compositore

Compositore

Giovanni Dinello è un compositore, musicista e digital artist originario di Venezia. Ha conseguito una laurea in Musica Elettronica presso il "Conservatorio B. Marcello" di Venezia, integrata da corsi di Tecnologia Musicale e Composizione presso il Royal Birmingham Conservatoire. Le sue opere, esposte in Italia, Francia, Inghilterra e Ger

Giovanni Dinello è un compositore, musicista e digital artist originario di Venezia. Ha conseguito una laurea in Musica Elettronica presso il "Conservatorio B. Marcello" di Venezia, integrata da corsi di Tecnologia Musicale e Composizione presso il Royal Birmingham Conservatoire. Le sue opere, esposte in Italia, Francia, Inghilterra e Germania, sono state presentate su piattaforme come Radio Rai 3, Sky Classica HD e Radio France Internationale. Le contribuzioni di Dinello si estendono alla 57ª Biennale di Venezia, dove ha collaborato al "Studio Venezia" di Xavier Veilhan, e a varie produzioni teatrali e festival, tra cui Incontri Asolani 2019 e Bad Hersfeld Festspiele. A Venezia, ha contribuito attivamente al panorama culturale: nel 2021 ha ricevuto una commissione da Ocean Space per una reinterpretazione contemporanea di canzoni popolari veneziane ed è stato ospite di Pro Helvetia Venice, collaborando con artisti svizzeri in residenza per diversi anni. Le ultime collaborazioni includono progetti con coreografi, come i lavori in corso con Matteo Carvone iniziati alla Biennale Danza 2022. Dall'ottobre 2022, risiede ad Amburgo, dove sta perseguendo un Master in Composizione Multimediale presso l'HFMT sotto la supervisione diretta di Alexander Schubert. Dal 2017, è co-fondatore e presidente di VER-V (Venice Electroacoustic Rendez-Vous), una rete veneziana focalizzata sulla ricerca e sperimentazione della musica elettroacustica.

Diario COME STARE AL MONDO?

Leggi "Mò l'uovo" a cura di Floriana Conte, è il primo reportage delle Residenze artistiche di Giacomo De Luca. Pubblicato su BeeMagazine.it nella rubrica "Per capire l'arte ci vuole una sedia".

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