TITOLO
((MO!))
SOTTOTITOLO
Odio le persone che non conoscono l’urgenza
AUTORE - INTERPRETE
di e con Giacomo De Luca
STATO ATTUALE
primo studio - I atto (creazione inedita che non ha ancora debuttato)
TEMPO DI RICERCA
da maggio 2024 - attualmente in corso
PERIODO DI CREAZIONE
novembre 2024 - attualmente in corso
PERIODO IDEALE DEL DEBUTTO
2026
DIPARTIMENTO
multidisciplinare
AMBITI
performance, danza contemporanea, teatro fisico, installazione audiovisiva, videoarte, videodanza
DURATA
35’ variabile, I atto (II atto 20/30’)
FORMATO
site-specific (spazi non-convenzionali in interno e in esterno: museo, teatro, abitazione, urbano, natura)
CREDITI
Ideazione, Regia, Drammaturgia, Installazione, Curatela, Costume, Coreografia di e con Giacomo De Luca
in collaborazione con Visionary Artists For Change:
Floriana Conte: Consulenza scientifica storico-artistica per l’arte moderna e contemporanea
Vanessa Pey: Realizzazione video, camera, post-produzione video
Elena Molon: Tutor, Consulenza alla coreografia
Claudio Prati: Tutoraggio
Musica di: Ben Frost, Daniel Bjarnason, Jean Marc Vivenza, The Longcut
Vincitore del bando di ricerca al DiDstudio NAO Performing Festival - Fabbrica del Vapore di Milano 2024
PRODUZIONE
La Sfera Danza (Padova IT)
CO-PRODUZIONE
DIDStudio - Centro di ricerca coreografica e di innovazione interattiva digitale (Milano IT)
PARTERNARIATO
Attualmente si cerca il supporto in termini di Co-Produzione e il sostegno di Residenza nell’annualità 2025/26
RESIDENZE TRASCORSE
17 - 22 Novembre 2024 (6 giorni) presso DiDStudio - Fabbrica del Vapore, Milano, IT
RESTITUZIONE DEL PRIMO STUDIO
21 Novembre 2024 presso DiDStudio - Fabbrica del Vapore, Milano, IT
NECESSITÀ
Residenza per periodi di minimo 10-15 giorni consecutivi (da 54 giorni restanti su 60 totali)
IL PROGETTO
Di natura sperimentale e site-specific, il progetto aderisce a spazi non-convenzionali, come musei, teatri, luoghi all’aperto, contesti urbani e paesaggi naturali. Si articola in 2 formati: Performance, sensoriale e relazionale, composta da assoli coreografici, sezioni d’improvvisazione e azioni performative sperimentali, in cui il performer interagisce costante con un’Installazione audiovisiva immersiva, composta da pluri-proiezioni di videodanza-videoarte, è fruibile anche post-spettacolo in esposizione temporanea. Ideato come un happening esperienziale, include quadri performativi, proiezioni visuali e sonore, un dialogo attivo con il pubblico e un set scenografico-installativo audiovisivo. La performance è interpretata da Giacomo De Luca, e/o si presta a coinvolgere attivamente anche altri dancemaker, performer, attori/attrici, il pubblico, sia individualmente che collettivamente.
SINOSSI
La ricerca di ((MO!)) indaga la percezione sinestetica e l’emersione di qualità intrinseche dell’essere umano, in grado di generare una dinamicità fisica tale da imprimere l’urgenza istintiva de Il Corpo Futuristico nell’istante. Spinto all’essenza del movimento, l'interprete si riflette in un dispositivo vivente che accede alla totalità dell’esistenza. Attraverso uno sguardo psico-cinematografico, lo spazio circostante diviene un affresco di pluri-proiezioni di videodanza, nel catturare il fremito del desiderio incarnato nel termine mo’, espressione profondamente radicata nell’identità culturale del centro-sud Italia. L’esperienza invita il pubblico e l'artista a immergersi in una campo d’azione interattivo, un flusso generativo che oscilla tra corpo e mente, interno ed esterno, passato e futuro, abitando quadri intimi e persuasivi di un’estemporanea contemporaneità del movimento.
MEZZI/SET
La composizione installativa è site-specific: 4 altoparlanti, 1/2 videocamera/webcam wireless in spazio interno e/o esterno che riprende in live streaming con video-proiezione su suolo-corpi-parete-fondale-soffitto. 3 proiettori 4K ad alta risoluzione, sono posizionati a una distanza max di 10metri, con un'altezza di 1metro da terra, su diversi piani, angolazioni e prospettiche.
SPECIFICHE SITE-SPECIFIC DELL'INSTALLAZIONE POST–PERFORMANCE
Se pianificata in anticipo, l'installazione audiovisiva può rimanere esposta anche dopo la performance, nel luogo designato. La proiezione può essere ricollocata e rimodulata bidimensionalmente a 360°, modificando la visione in altezza, larghezza, profondità e in differenti grandezze, sia nello stesso spazio che in uno adiacente, circostante, o in un altro luogo concordato. L’opera può essere esposta post-spettacolo per un periodo prolungato, con una durata minima di 30’ e una durata massima variabile, che può andare da ore a giorni o mesi, in modalità temporanea, permanente su concessione. Queste modalità favoriscono l’estensione dell’esperienza interattiva e immersiva oltre il termine dello spettacolo, offrendo al pubblico un accesso prolungato all’opera e garantendo una fruizione ampliata in termini di tempo, spazio e prospettive audiovisive.
NECESSITÀ ILLUMINOTECNICHE
Per garantire un'ottima visibilità della proiezione video, è fondamentale uno studio specifico sull'illuminazione del luogo. Si richiede il buio in spazi chiusi e all’aperto, prediligendo orari pomeridiani o serali per le performance all'esterno. In ogni contesto, la modularità e l’adattabilità dell’opera in site-specific rispondono alle esigenze logistiche e curatoriali del luogo. L'artista è disponibile a instaurare un dialogo aperto, effettuando sopralluoghi nelle possibili location per individuare affinità tra architettura, corpi e videoproiezioni, valorizzando reciprocamente lo spazio, le persone e l’opera.
SCENARIO
La performance e l'installazione è site-specific in spazi non convenzionali: Teatrale: palcoscenici, platee, foyer, studi. Museale: musei, mostre espositive. Urbano: spazi urbani, abitazioni, cortili, garage, container, strade. Naturale: paesaggi e ambienti naturali.
RICERCA D’AUTORE
Avviata nel 2020, la ricerca autoriale di Giacomo De Luca si fonda sul concetto in continua evoluzione de Il Corpo Sensoriale, e dal 2024 si è affiancata l’idea de Il Corpo Futuristico
.
Mettendo al centro di tutto il corpo, l’urgenza istintiva e le necessità interiori, il suo lavoro va all’essenza, e esplora l’origine e lo sviluppo del movimento umano e animale, a partire dal respiro, i sensi, le emissioni vocali e i processi cognitivi, emotivi, biologici, fisiologici, energetici, cinetici e motori.
Considerando il corpo un archivio rigenerativo e un laboratorio esperienziale, analizza intese e scissioni tra corpo e mente, in una conversazione profonda e meditativa con se stesso, e in un rapporto sinestetico tra corpo, materia, ambiente e cosmo. Elabora le sue creazioni come una circumnavigazione sensoriale, nel quale attraversa una pratica transdisciplinare che intreccia la danza, il teatro fisico, la performance e le arti visive.
Il suo lavoro “rimodella gli schemi tradizionali di movimento” verso una nuova economia del movimento, alterando la visione convenzionale del corpo, e trasformandolo da mero veicolo di pensiero, abusato, sfruttato e sopravvalutato, a “dispositivo” vivente, indipendente, più consapevole, extra-sensoriale e pluri-intelligente.
Da questa indagini, e in sviluppo dal 2022, emerge Sensorium 2.0: archivio e programma metodologico sperimentale, sia di allenamento che processo creativo. Concepito come “decreazione” del sapere, volto a stimolare percezioni, e a individuare, allenare ed evolvere abilità intrinseche. Coniugando principi fondamentali da varie pratiche e tecniche di danza, teatro, discipline olistiche, meditazione dinamica, training e i linguaggi plurali del corpo, per la conservazione, la rigenerazione e il dissesto di nozioni e pratiche, ricevute come forma di “testamento artistico” dai suoi maestri e coreografi.
GIACOMO DE LUCA
“Danzatore e artista sperimentale. Il suo linguaggio esplora il corpo in una ricerca di sé che indaga la creatività umana” — La Biennale di Venezia, College Danza by Wayne McGregor. 2022
"Interprete frizzante, si avventura in una non semplice esplorazione coreografica, rimodellando gli schemi tradizionali di movimento” — Giuseppe Distefano. 2021
VANESSA PEY
“Attraverso immagini fotografiche e video di grande formato, crea rappresentazioni altamente emotive che articolano i desideri e i disordini dell'umanità, delle architetture che ci sostengono, delle geografie sensoriali che ci circondano. Attraverso gli archetipi, esplora una gamma di emozioni forti: orrore, instabilità, attrazione, rabbia, rimpianto, estasi, disperazione. Non c'è un ritratto calmo, né emotivamente né compositivamente, è come se li avesse catturati nel mezzo di una lotta interiore, nel momento di un conflitto decisivo, di una divisione identitaria. Allo stesso modo troviamo giochi di genere: il maschile diventa femminile e il femminile si perde nell'esibizione dell'immagine; i soggetti sono ridotti alla loro essenza auratica. È interessato agli stati più erratici della nostra esistenza. Sovrapposizioni frenetiche, immagini materiche intrecciate e ripetizioni insistenti” — Gabriele Virgilio Luciani. 2023
Leggi "Mò l'uovo" a cura di Floriana Conte, è il primo reportage delle Residenze artistiche di Giacomo De Luca. Pubblicato su BeeMagazine.it nella rubrica "Per capire l'arte ci vuole una sedia".
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GIACOMO DE LUCA + VISIONARY ARTISTS FOR CHANGE
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