TITOLO
((MO!))
SOTTOTITOLO
Il Corpo Futuristico
AUTORE - PERFORMER
Giacomo De Luca
COMPAGNIA
AiEP - Ariella Vidach
STATO ATTUALE
Disponibile alla circuitazione come "Primo studio" (creazione inedita che non ha ancora debuttato)
PERIODO IDEALE DEL DEBUTTO
estate-autunno 2026
NECESSITÀ
Supporto di Residenza per fase conclusiva di ricerca-creazione, tra gennaio e dicembre 2026.
Sostegno alla produzione (viaggio, alloggio, diaria, compenso, noleggio materiali).
Si cercano Prima Regionale, Pre-Debutto, Prima Nazionale e Prima Estera nel 2026.
AMBITO
performance di danza contemporanea / teatro fisico, installazione video arte / video danza
DURATA
30 minuti variabile (versione intera)
15 minuti variabile (versione short)
FORMATO
Site-specific (con allestimento scenotecnico si adatta a spazi teatrali e non convenzionali, palcoscenico, retropalco, foyer, museo, studio, cortile, indoor e outdoor, prediligendo orari serali con la necessità del buio).
CREDITI
Ideazione, Regia, Drammaturgia, Installazione, Video, Costume, Performance di e con Giacomo De Luca
in collaborazione con Visionary Artists For Change:
Floriana Conte: consulenza scientifica storico-artistica a drammaturgia, coreografia e scenografia (Università degli Studi di Foggia)
Sabrina Cipolletta: consulenza scientifica per l’aspetto psicologico e partecipativo dell’atto performativo (Università degli Studi di Padova)
Elena Molon: consulenza artistica e mentorship
Vanessa Pey: assistente videocamera, post-produzione video pink e b/w
Stefano Forno: assistenza scenotecnica, live videocamera
Tommaso Accalai: assistenza ripresa video
Claudio Prati: tutoraggio
Musica: Ben Frost, Daniel Bjarnason, Jean M. Vivenza, Franco Battiato, Pan Sonic, MC team.
Testo di sala di Floriana Conte, con una citazione dalla conferenza stampa, del 12 marzo 1985 per "Otello”di Carmelo Bene.
PARTENARIATO
Produzione Ariella Vidach – AiEP; con il sostegno di DiD studio – NAO Performing Festival 24_25 - art 45 MIC / Azioni Trasversali-Ricambio Generazionale; di La Sfera Danza – Padova Festival Internazionale_25; con il supporto di CIMD Centro internazionale di Movimento e Danza – Più Erbacce_25; con il supporto di SLAP - Spazio Lambrate Arti Performative Dimore_25; con il patrocinio ricevuto dall'Università degli Studi di Foggia, Università degli Studi di Padova, Accademia dell'Arcadia.
RESIDENZE
17-22/11/2024 DiD Studio, Milano
31/03-6/04/2025 DiD Studio, Milano
21-27/07/2025 AiEP Ariella Vidach, Milano
13-16/09/2025 DiD Studio, Milano
4-28/09/2025 SLAP, Milano
2-6, 13-19/12/2025 CIMD - BASE, Milano.
RESTITUZIONE PRIMO STUDIO
21/11/2024 DiD Studio, Milano
6/04/2025 DiD Studio, Milano
CIRCUITAZIONE PRIMO STUDIO
4/10/2025 Festival La Sfera Danza – Università degli Studi di Padova, Complesso Beato Pellegrino.
8/10/2025 Uni Incontro – Università degli Studi di Padova, Complesso Beato Pellegrino.
26/10/2025 Rassegna “Altre Latitudini” – Principio Attivo Teatro, Manifatture Knos di Lecce.
CIRCUITAZIONE OPERA VIDEO ARTE
24/06/2025, 13/07/2025 Festival NAMA di Milano
14/06/2025 Personale, PIA - Museo Sigismondo Castromediano di Lecce
SINOSSI
((MO!)) è un’espansione dell’urgenza interiore.
Come percepiamo, metabolizziamo e rigeneriamo ciò che scuote le nostre coscienze?
La ricerca de Il Corpo Futuristico indaga la percezione sinestetica nell’esperienza della danza, attraverso un’interazione innovativa e multidimensionale che intreccia movimento, videoarte, luce, suono, spazio e pubblico. Ispirato alla quasi perduta cinematografia futurista e all’universo poetico e visionario di Jean Cocteau, l’artista attraversa una scena psico-sensoriale in cui il proiettore, partner fedele e utilizzato in modo non convenzionale, sfida e seduce il corpo, che somatizza la ripetitività dell’io cristallizzata nell’immagine, fino a generare una nuova economia di movimento e trasformare l’individuo in un dispositivo vivente. Il mo’, avverbio radicato nell’identità culturale del Sud Italia, si fa emissione viscerale: rilegge l’archivio, esplora il futuro e vibra nell’estemporaneità del contemporaneo.
PROGETTO
La performance di natura sperimentale e site-specific, si adatta a spazi teatrali, foyer, palcoscenico, retropalco e a spazi non convenzionali, musei, studi, cortili, indoor e outdoor, prediligendo orari serali con la necessità del buio. L’installazione audiovisiva di videoarte può essere esposta post-spettacolo prolungando l’esperienza immersiva, rimodulata a 360° e ricollocata in un altro luogo concordato; Fruibile pre-spettacolo come LABORATORIO sul movimento per il pubblico, e come VISITA guidata e interaativa, per persone con disabilità, cieche e ipovedenti.
MEZZI/SET
Installazione site-specific: 4 altoparlanti, 1 videocamera/webcam in live streaming; 3 proiettori 4K ad alta risoluzione posizionati a un'altezza variabile, su diversi piani, angolazioni e prospettiche; videoproiezioni proiettate dal performer a 360 gradi su suolo-corpo-parete-fondale-soffitto; 1 Telo riflettente semi-trasparente 1,20x8metri; 1 rotolo di tappeto danza-linoleum bianco/nero lucido 1,20x6 metri.
GIACOMO DE LUCA
“Artista sperimentale. Il suo linguaggio esplora il corpo in una ricerca di sé che indaga la creatività umana”
— La Biennale di Venezia by Sir Wayne McGregor. 2022
Interprete frizzante. Si avventura in una non semplice esplorazione coreografica, rimodellando gli schemi tradizionali di movimento ” — Il Sipario. Marialuisa Abicca, Giuseppe Distefano
“ Le qualità di un giovane ma già riconosciuto talento come quello, multidisciplinare, di De Luca -originario della stessa terra che diede i natali a Carmelo Bene- nascono innanzitutto dalla formazione, fondata solidamente sulla disciplina e l’eccellente tradizione didattica che ne hanno forgiato corpo e spirito presso la prestigiosa Accademia della Scala. La formazione rigorosissima, unita a un’indole perfezionista e volitiva, stanno consentendo a De Luca di migliorarsi costantemente presso le maggiori figure, istituzioni e compagnie internazionali attive nel teatro-danza e nella performance “ Floriana Conte
Primo studio, site-specific. Video intero camera fissa. 4/10/25 Università degli Studi di Padova - Festival Internazionale La Sfera Danza
Estratto (camera di scena) Primo studio, site-specific. 26/10/2025 Rassegna “Altre Latitudini” Principio Attivo Teatro, Manifatture Knos di Lecce
Estratto (camera di scena) replica 1di2. Primo studio, site-specific. 4/10/25 Università degli Studi di Padova - Festival Internazionale La Sfera Danza
Estratto (camera di scena) replica 2di2. Primo studio, site-specific. 4/10/25 Università degli Studi di Padova - Festival Internazionale La Sfera Danza
Versione Short (18') del Primo studio, site-specific. Video intero camera fissa. 8/10/25 Università degli Studi di Padova - Festival Internazionale La Sfera Danza
Versione Short (18') del Primo studio, site-specific. Video intero camera fissa. 8/10/25 Università degli Studi di Padova - Festival Internazionale La Sfera Danza






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Estratto - Articolo di Floriana Conte - 30 Novembre 2024
“((MO!)) è una performance che indaga il dinamismo del corpo del performer moltiplicato dallo sguardo cinematografico tradotto da Pey nell’installazione audiovisiva proiettata da De Luca sulle pareti, sul soffitto, su sé stesso (come fece Fabio Mauri sul corpo di Pasolini usando le immagini del Vangelo secondo Matteo). Il performer cerca di esprimere l’impellenza continua del movimento, col proprio corpo e con i suoni che emette. Il titolo esprime una delle memorie della lingua familiare infantile attribuita da De Luca all’avverbio “mo”, caratteristico del Meridione per dire ora, adesso ma usato anche a Milano, oltre che presente nella lingua letteraria di Dante e di Manzoni per evocare l’oralità (rinvio a Tre avverbi per un solo concetto: ‘in questo momento’ di Paolo D’Achille e Domenico Proietti). Anche sulla base di queste referenze, per il programma di sala d’intesa con De Luca ho proposto al pubblico di riflettere su una fonte legata al teatro che contiene l’avverbio mo’. Si tratta di un dialogo che ebbe come protagonista Carmelo Bene durante una conferenza stampa e mi è tornato alla mente quando De Luca e io lavoravamo alla drammaturgia e pensavamo anche alle domande che il pubblico ci avrebbe potuto porre alla fine della restituzione performativa. Potevamo instaurare, con autoironia, tangenze tra la personalità d’artista di De Luca e il lavoro di ricerca per questa residenza. Il lavoro di Bene fu spesso caratterizzato da titoli che non cercavano di compiacere il pubblico. Nella fonte in questione, un titolo di uno spettacolo viene discusso durante una presentazione pubblica. Bene era salentino, aveva lasciato la sua terra prestissimo ma a essa era legato da un rapporto complesso, come è successo anche a De Luca e a me; il dialogo contiene l’avverbio mo’ pronunciato da uno dei maggiori uomini di teatro del mondo che è anche stato paragonato ai futuristi, soprattutto per le prime regie degli anni Sessanta, a Roma anticipatrici dell’happening e della performance (alla quasi completamente perduta cinematografia futurista De Luca ha provato a ispirare movimenti e videomaking per la sua opera). L’esperienza delle tre residenze artistiche ha permesso ai due gruppi eterogenei dei quali ho fatto parte di verificare il funzionamento di un lavoro creativo complesso in tempi relativamente ristretti soprattutto a Milano, avendo come parola d’ordine mo/adesso/ora anche per decisioni da prendere rapidamente in merito alla forma più convincente da dare al lavoro. La rapidità nel fare velocemente cose difficili risulta spesso irritante per chi fa altri mestieri; perciò ci siamo divertiti a dare al programma di sala un titolo eloquente: Odio le persone che non conoscono l’urgenza.Vanessa Pey, Elena Tolon, Floriana Conte e Claudio Prati durante la restituzione di ((MO!)).”
Articolo di Giuliana Coletta - 5 ottobre 2025
“((Mo!)) è il titolo dello spettacolo del coreografo e artista sperimentale Giacomo De Luca, che sabato 4 ottobre 2025 ha dato inizio alla XXII^ edizione del Festival internazionale La Sfera Danza con la direzione artistica di Gabriella Furlan Malvezzi. Si tratta di una produzione di AiEP-Ariella Vidach con il sostegno di DID studio e La Sfera Danza. Due repliche, due esperienze artistiche immersive una più coinvolgente dell’altra, che sono il risultato di una ricerca iniziata nel 2024 da un’intuizione di Giacomo De Luca con la consulenza scientifica storico-artistica di Floriana Conte dell’Università di Foggia. Non ancora un punto di arrivo, di fronte alla ricerca continua dell’uomo contemporaneo, ma un traguardo di grande efficacia comunicativa e di notevole qualità artistica insieme a un messaggio, quasi un monito, quanto mai attuale: “mo!”(ora!). Due mondi diversi ma vicini, quello della danza e quello della ricerca e della formazione universitaria, si sono felicemente incontrati anche nella particolare location che ha ospitato lo spettacolo – la Galleria delle aule all’interno del Complesso del Beato Pellegrino di Padova – proposta dalla direttrice artistica del Festival e accolta con entusiasmo anche dall’interprete e regista. Uno spazio contemporaneo aperto e fluido, che ha permesso di dilatare l’espressione corporea e moltiplicare le proiezioni video, favorendo lo scambio continuo tra danzatore e pubblico presente. Proprio sul dialogo continuo tra molteplici dimensioni si fonda il progetto e la messa in scena di De Luca, uno scambio tra corpo fisico e interiorità, dentro e fuori, presente e futuro, senza soluzione di continuità, per riflettere da un lato la difficoltà dell’artista di trovare una verità e un posto stabile nel mondo attuale, dall’altro lo sforzo perseguito con slancio e senza rinunce di raggiungere un varco attraverso il quale sia possibile almeno “rimanere in piedi”. Non ci sono risposte illusorie e consolanti, se non l’esperienza del “sentirsi”, in quel potente richiamo, il “mo” fatto solo di due lettere. Ora, adesso, nella dimensione sociale come in quella personale, abbiamo bisogno di percepirsi attraverso i sensi, recuperando la dimensione fisica e corporea che tutti questi unisce e delimita, per non perderci nei labirinti della mente e nella vastità dello spazio che ci circonda o nell’indeterminatezza di un tempo passato e futuro che ci allontana dal presente di cui solo possiamo fare esperienza vera e completa. Un richiamo all’antico “hic et nunc” per esserci e per esistere, come ci ricorda Sabrina Cipolletta docente di Psicologia sociale e della personalità presso l’Università di Padova, che dialoga con l’artista e il pubblico al termine di ogni spettacolo. “
https://www.inanteprima.it/dapubblicare/mo-il-corpo-futuristico-di-giacomo-de-luca/









Leggi "Mò l'uovo" a cura di Floriana Conte. Primo reportage delle Residenze di Giacomo De Luca. Pubblicato su BeeMagazine.it rubrica "Per capire l'arte ci vuole una sedia".
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